mercoledì 24 marzo 2010

VERSO LE REGIONALI: Un passaggio epocale

Una campagna elettorale stanca e poco partecipata che lascia immaginare veritieri gli scenari di forte astensionismo che i sondaggi raccontano. Una campagna elettorale dominata dalle feroci ed immotivate polemiche sull’esclusione delle liste elettorali e i decreti d’emergenza, le intercettazioni e i “giudici di parte”, la scarsa indipendenza delle Autorità indipendenti, gli attacchi al Presidente della Repubblica e le grida sul regime. Anche impegnandosi è difficile capire cosa proponga l’uno o l’altro partito, l’uno o l’altro schieramento. Le elezioni regionali trasformate in uno scontro prettamente politico trasfigurato in scontro ideologico, in una chiamata alle armi delle rispettive truppe. Il populismo più deteriore, quello che domina la scena ormai da diciotto anni, schiaccia ogni razionalità e sovrasta la voce di chi tenta di dare un futuro al paese. La Seconda repubblica che non è riuscita a riformare la Prima si appresta a lasciare il posto alla Terza i contorni della quale sono tutt’altro che chiari. Eppure, mai come oggi sarebbe necessario scegliere sulla base dei programmi di governo. Mai come oggi è forte il rischio che una politica di solo slogan e scontri trascini il Paese in un gorgo senza fine, fatto di incertezze e insicurezza, di minori opportunità e minor benessere. Poco più chiari i contorni della campagna elettorale toscana. Monica Faenzi non sembra sfuggire agli stereotipi tipici dell’armata berlusconiana, quelli stessi che hanno costruito la vittoria della PDL alle politiche del 2008 e che non si sono tradotti in politiche di governo. Enrico Rossi sembra aver chiara la necessità di dare un forte impulso di rinnovamento alle politiche pubbliche per imprimere alla regione la spinta necessaria ad uscire dalle secche nelle quali si trova, ma quali siano le azioni concrete non è facile capirlo. Negli schieramenti che sostengono i due candidati principali non mancano tuttavia le forze che cercano di lucrare voti radicalizzando linguaggi e proposte per intercettare scontento e paure. Una netta affermazione di queste forze potrebbe compromettere già in origine la possibilità di un dialogo maggioranza opposizione su alcune, necessarie, linee di riforma del sistema toscano.
Allo stesso tempo, un passaggio elettorale senza alcuna discontinuità rispetto al passato rischia di frenare anche le migliori intenzioni di rinnovamento.
Il passaggio è di quelli epocali.

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